Soli e Serenate

CANTIERE Utopia

ricordando Hans Werner Henze, un tedesco ‘italiano’, a 100 anni dalla nascita

Un progetto della Nuova Orchestra Scarlatti sostenuto dal MIC

 NAPOLI 1, 4, 7, 9 LUGLIO 2026 – CAMEROTA (SA) 11, 12, 13, 14 LUGLIO 2026 

 

 mercoledì 1 luglio 2026 – ore 19.00

Napoli, Archivio di Stato – Sala Filangieri

 Soli e Serenate

 

i Solisti della NUOVA ORCHESTRA SCARLATTI

violini Salvatore Morvillo (solista)*, Pasquale Picone, Domenico Giannattasio

 viola Matteo Introna, violoncello Pierluigi Marotta, contrabbasso Mario Senatore

flauto Francesco Attore, oboe Pierdavide Falco, clarinetto Francesco Abate

corno Luca Martingano, fagotto Maddalena Gubert

pianoforte Carlo Martiniello

  

Hans Werner Henze (1926-2012), come la migliore gioventù musicale che si affaccia nell’immediato dopoguerra, abbraccia con entusiasmo il credo della Nuova Musica, il cosiddetto ‘serialismo integrale’, la rigorosa tecnica che estende il principio della serie dodecafonica a tutti i parametri della composizione (timbri, ritmi, dinamiche ecc.). Ma il giovane Hans, da umanista libertario qual è, applicherà le nuove regole in autonomia, con molte licenze dettate dal suo estro personale. Per lui ogni pezzo nuovo sarà “il primo che abbia scritto”, lo stato nascente di una bellezza inedita, magari difficile, ma sempre da condividere con il pubblico: sarà così per quasi 70 anni di ininterrotta creatività che ne faranno uno dei più grandi musicisti del suo tempo. Il bisogno urgente di bellezza e, insieme, di condivisione porterà la sua anima tedesca a riconoscersi nella luce classica del Sud: sarà in Italia dal 1953, prima a Ischia e Napoli, poi a Roma, infine a Marino, nella leggendaria villa La Leprara, la sua residenza definitiva. (Ischia e Napoli costituiranno anche lo scenario inaugurale di un sodalizio d’eccezione, quello tra il musicista e la poetessa austriaca Ingeborg Bachmann, che esploreremo nell’appuntamento del 4 luglio).

Nella Roma degli anni ’60 Henze maturerà poi una più profonda coscienza: anche l’arte più avanzata deve coinvolgere l’intera comunità. Questa idea lo guiderà nel fondare nel 1976 il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano: un’utopia creativa diventata realtà, al cui spirito originario si rifà il nostro titolo e soprattutto la seconda parte della rassegna, Musica in Piazza, che porterà Henze e tanta altra musica negli spazi e nelle piazze di una comunità cilentana, Camerota (11-14 luglio).

¨ Le musiche di Henze La Serenata è un ciclo di 9 brevissimi pezzi musicali concepiti nel 1949 per violoncello e poi trascritti per contrabbasso da Lucas Drew nel 1980 e per viola nel 2003 da Gart Knox. Henze (che sarà uno dei più grandi protagonisti del teatro musicale del secondo ‘900, con 15 opere che ancora oggi girano il mondo) ci dà in queste miniature una precoce testimonianza della sua capacità di creare scenari sonori con pochissimi gesti, tra lirismo e humour, strappate, arpeggi chitarristici, affondi melodici.

La Sonatina per violino e pianoforte è una pagina del 1979, tratta dalla favola per musica Pollicino, opera che Henze compose per il Cantiere internazionale di Montepulciano in modo tale da permettere un’ampia partecipazione all’esecuzione e alla rappresentazione dei giovani del territorio di Montepulciano, per la prima del 1980: grande arte con la partecipazione di tutta la comunità. Dei temi di questa fiaba di iniziazione la Sonatina concentra varie risonanze della vena henziana, da Schumann a Mahler.

Nel Quintetto per fiati del 1952 un Henze venticinquenne gioca liberamente con la serie dodecafonica, creando fondali e arabeschi sonori sempre cangianti che puntano a coinvolgere gli ascoltatori in un movimentato caleidoscopio di colori e sensazioni: alla trama complessa e a tratti intricata del primo movimento fa seguito un secondo movimento Molto quieto che è come un progressivo addormentarsi di tutta l’energia motoria sprigionata. Torna l’impulso energetico nel breve III movimento Veloce, allegro, sempre più veloce fino a sfociare in una geometria di note rimbalzate che Henze segna ironicamente come ‘galopp’. Agli esecutori Henze chiede espressamente di “mettere in primo piano il carattere leggero e francese degli strumenti”. (E per un giovane tedesco della sua epoca ‘carattere francese’ era come dire: “non prendiamoci troppo sul serio”).

 

¨ Gli altri brani Henze, umanista anarchico, ha un rapporto creativo con la tradizione, e tra le anime affini vi è certamente quella di Robert Schumann, soprattutto quando nutre il suo poetico slancio con toni di leggenda popolare come nei Phantasiestücke op. 73, composti nel 1849. I tre brani tracciano un unico arco espressivo, un’onda di crescente tensione ritmica e dinamica: dalla passione intima del primo pezzo Zart und mit Ausdruck (‘Delicato con espressione’) si passa al movimento lieto di Lebhaft, leicht (‘Vivace, leggero’) che prepara l’impeto conclusivo di Rasch, mit Feuer, (‘Veloce, con fuoco’). Ciò che ogni volta cattura l’ascolto è la forza rapsodica del racconto schumanniano.

Henze nella sua attività di animazione culturale ha promosso molti giovani talenti. È su questa linea che abbiamo inserito in programma un brano di Lidia De Migno giovane compositrice e pianista (classe 1999) che ha già mostrato notevoli doti in entrambi i ruoli. La pagina (già eseguita dai cameristi della Scarlatti Young lo scorso anno) si intitola Pulse II, con riferimento, come ci spiega la stessa autrice, alla scansione ritmica che innerva costantemente il brano: il tema è costituito dall’alternarsi di metri diversi – 3/4, 6/8, 2/4, 5/8, 7/8 – e dopo l’esposizione si ripresenta ritmicamente sfasato nelle varie voci che si sovrappongono. All’inizio la scansione del ritmo è nitida, poi, man mano, all’infittirsi della trama polifonica, l’impulso tende a dissolversi in un suggestivo continuum sonoro: invenzione e rigore strutturale insieme.

Per comprendere cosa volesse dire Henze quando per il suo Quintetto di fiati raccomandava “un carattere leggero, francese”, niente di meglio di Francis Poulenc con i suoi Mouvements Perpétuels, qui nella versione per archi e fiati: tre piccoli pezzi scritti nel fatidico 1918, ma che non risentono per nulla della tragedia della guerra ancora in corso: ecco la spensierata promenade inaugurata dal clarinetto dell’Assez modéré, il sognante Très Modéré e l’Alerte finale, oscillante tra ballo e rêverie.                          Enzo Viccaro

 

Prossimo appuntamento della rassegna   4 luglio 2026, Napoli, San Marcellino, ore 19.00

La poetessa e il musicista testi di H. W. Henze e Ingeborg Bachmann – musiche di H. W. Henze, L. van Beethoven e al. – voce recitante Roberto Del Gaudioi Solisti della Nuova Orchestra ScarlattiIngresso gratuito