Domenica 11 ottobre 2026, ore 18.30
Chiesa dei SS. Marcellino e Festo, Napoli
‘700 napoletano e dintorni
Musiche di T. Traetta, A. Scarlatti, F. Durante, G. B. Pergolesi, G.Paisiello, D. Cimarosa, G. Donizetti
soprano Rossella Costa
NUOVA ORCHESTRA SCARLATTI
cembalo Marco Palumbo
clarinetto solista e direttore Gaetano Russo
Un ricco itinerario nel cuore del melos partenopeo, dalla civiltà musicale del ‘700 alla canzone napoletana classica. Si parte la Sinfonia dall’Antigona, ‘tragedia per musica’ (dall’Antigone di Sofocle) di Tommaso Traetta, nativo di Bitonto e allievo a Napoli di Porpora e Durante, debuttò nel 1772 con grande successo al Teatro imperiale di San Pietroburgo, frutto maturo di uno stile partenopeo affermatosi ormai in tutta Europa. La Sinfonia dell’opera unisce brillantezza sentimentale di invenzione a una scioltezza e ricchezza di colori dell’orchestra, e fa pensare a Mozart. Si prosegue nel nome di Alessandro Scarlatti – il grande palermitano trapiantato a Napoli che a cavallo tra ‘600 e ‘700 dà ordine e chiarezza alle forme del barocco – con una breve Aria orchestrale (trascrizione moderna di una pagina per tastiera) che è un concentrato della sua nobile invenzione melodica. Ancora Alessandro Scarlatti con l’Aria Se ritorno dall’oratorio La Giuditta (1693 ca.). Portatasi di notte nel campo nemico, munita soltanto della sua fede, Giuditta è dinanzi a Oloferne e rinunzia alla libertà offertagli, perché la fuga la renderebbe “contumace alla patria”; sfida il tiranno a giustiziarla, sorretta da un andamento adagio mosso e da una morbida figurazione di terzine al basso che non a caso si trasmette al canto proprio quando la donna chiede di morire, conferendo alla sua provocazione un velo irresistibile di seduzione: grande teatro con mezzi elementari.
Si passa a Francesco Durante, il grande maestro di tutti i grandi del secolo d’oro della musica napoletana: Pergolesi, Paisiello, Jommelli, Traetta, ecc. Durante concentra in alcune pagine strumentali un suo personalissimo “contrappunto sentimentale” in cui le forme polifoniche, giocate magistralmente, sono investite da continui scarti della tonalità, delle armonie, del ritmo che innalzano la temperatura espressiva; è ciò che succede nel Concerto in mi minore per archi (1730 ca.), dal meditativo Adagio iniziale fino all’infuocata ridda sonora del Presto conclusivo. Si torna sulla scena con la Sinfonia e l’Aria Chi disse ca la femmena dall’opera Lo frate ‘nnammorato (1732) di Giovanni Battista Pergolesi. La rivoluzionaria, mobilissima invenzione musicale pergolesiana rincorre la vita vera, come nel travolgente catalogo delle astuzie femminili sciorinato dalla servetta Vannella in un idioma antico e forte (Una fa la schefeosa e bo’ lu maritiello ‘Una fa la schifiltosa, ma cerca marito’). La Sinfonia d’Opera di Giovanni Paisiello non è attribuita ad alcuna opera in particolare, e proprio per questo è un concentrato di tutta la verve della scena buffa partenopea in una forma degna del più limpido classicismo europeo. Nell’aria Lungi dal core da Li sposi per accidente, ‘farsetta per musica’ di Domenico Cimarosa andata in scena a Napoli, al Teatro dei Fiorentini per il carnevale del 1781, Madama Erlecca, tra innocenti smanie di viaggio, invoca più e più volte la parola “libertà”: un vero e proprio inno, in un brillate crescendo già quasi rossiniano (segno che a Napoli, come in Europa, già soffia un vento di rivoluzione). Segue la Serenata di Pulcinella, sempre di Cimarosa, in una moderna versione per voce e pochi strumenti, stilizzata, ipnotica, che svela la profonda malinconia della maschera (Si craje tu truove ‘nfosa ‘sta chiazza, so’ llacreme d’ammore e no sputazza ‘Se domani troverai bagnata questa piazza, son lacrime d’amore, e non sputo’). Il bergamasco Gaetano Donizetti trionfa al San Carlo di Napoli con la sua Lucia di Lammermoor (1835), e intanto coniuga l’idioma partenopeo e la sua vena nitida e concisa nel sogno mediterraneo di Me voglio fa’ ‘na casa, gemma d’esordio della canzone napoletana classica (“Me voglio fa ‘na casa miez’ ‘o mare / fravecata de penne de pavune …”). Il viaggio nel mondo sonoro partenopeo, fra tradizione e cultura, si chiude infine con un’originale, moderna versione di Cicerenella, antica tarantella: il catalogo di averi di questa piccola maga popolare (il giardino, la gatta, il gallo, il ciuccio …) scorrerà tra voci e strumenti in un crescendo senza fiato, dalla prima all’ultima nota. Enzo Viccaro
biglietto € 10
in vendita online https://www.azzurroservice.net/biglietti/700-napoletano-e-dintorni/ o al botteghino da un’ora prima del concerto.
